Piano energetico cantonale (PEC): per il WWF la strada imboccata è quella giusta
BELLINZONA - Il WWF saluta favorevolmente il nuovo PEC, recentemente presentato dal Consiglio di Stato ticinese. "L’indirizzo è sicuramente quello auspicato da sempre dal WWF, in quanto prevede l’abbandono dell’energia nucleare e un’importante riduzione delle fonti fossili".
"Il WWF - si legge in una nota stampa diramata in mattinata - ha sicuramente contribuito al cambio di rotta rispetto alla versione proposta nel 2010, che fu oggetto di severe critiche da parte nostra. L’abbandono del carbone, ad esempio, è il risultato dell’iniziativa ‘Per un’AET senza carbone’ sostenuta con convinzione dal WWF. Grazie a questa iniziativa AET sarà costretta ad uscire dalla partecipazione alla centrale di Lünen già nel 2035, come indicato nel PEC. Inoltre nei piani originali dell’azienda vi era la partecipazione a una seconda centrale a carbone in Germania. Questo investimento è stato abbandonato in seguito al divieto di partecipare a centrali a carbone introdotto nella legge AET in seguito all’iniziativa".
Per il WWF anche l’abbandono dell’energia nucleare "è il frutto di un lungo e impegnativo lavoro di organizzazioni come il WWF che hanno contribuito nel tempo allo sviluppo di alternative al nucleare, credibili e sufficientemente economiche. Senza questo lavoro la tragedia di Fukushima avrebbe probabilmente solo rallentato lo sviluppo del nucleare, come successo con la tragedia di Tchernobyl".
Se l’indirizzo è quello giusto, fa notare il WWF "il confronto con la strategia nazionale evidenzia l’insufficiente attenzione prestata nel PEC alla riduzione degli sprechi energetici e all’efficienza. Nel campo delle energie rinnovabili, il PEC sottostima il potenziale dell’energia solare fotovoltaica. Il WWF pertanto, pur esprimendo soddisfazione per l’indirizzo generale del PEC, chiede misure più incisive e vincolanti per ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza e più attenzione all’energia solare. Questo permetterebbe di poter rinunciare allo sfruttamento del gas e alla rinuncia degli impianti più problematici per i corsi d’acqua e il paesaggio".




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