"L'ho invitato al McDonald's per vedere se era sporco di sangue"

Kenny Fila parla della sera di martedì 5 luglio
LOCARNO - Il pubblico dibattimento è stato riaperto dalla presidente Ruggero-Wil alle ore 14.00. Alle 14.15 è previsto l'arrivo dello psicologo.
Prima del suo arrivo, la presidente della Corte ha ripreso l'interrogatorio a Kenny Fila, il kosovaro imputato al processo.
"Finite le spese alla Migros, martedì 5 luglio 2011, ho accompagnato D. (il figlio di Mitra Djordjevic) alla stazione. La macchina la guidava la mia compagna. Erano circa le 16.20. Ricordo che prendeva il treno per Locarno delle 16.30. Sapevo, perché me lo aveva detto lui, che D. avrebbe smezzato il cadavere. Non mi ricordo se mi aveva spiegato come avrebbe proceduto per smezzarlo. Io e la mia amica siamo tornati a casa. Da lì, verso le 19,30 siamo partiti alla volta di Bellinzona per andare al McDonald's e poi giocare a tombola. Prima di andare al McDonald's per strada ho deciso di chiamare D. per verificare se era vero che andava a tagliare il cadavere. Volevo, in sostanza, vedere se era sporco di sangue".
"Arrivato vicino alla Migros di Bellinzona ho chiamato D. per chiedere di venire con noi a mangiare, gli avrei offerto io la cena. D. ha subito acconsentito. Siamo arrivati sotto casa, è sceso subito. Emanava un odore strano. Odorava come qualcosa di marcio. Allora gli ho chiesto se poteva abbassare il finestrino posteriore, dicendogli che emanava questo odore. Lui ha abbassato il finestrino spiegandomi qualcosa, ma non ricordo cosa. Lo abbiamo abbassato anche noi perché l'odore era forte. Al McDonald's ho osservato il ragazzo a lungo per vedere se aveva delle macchie di sangue. Durante la cena, D. mi ha chiesto se potevo trovargli 300 franchi perché voleva comprare una pistola. Io gli ho ridato quelli che lui mi aveva dato al pomeriggio".
La presidente ha poi chiesto come mai egli abbia accettato i 300 franchi che D. gli aveva offerto (la richiesta fatta da D. a Kenny Fila, stando al racconto dell'imputato era quella di aiutarlo a occultare il cadavere. Il figliastro di Arno Garatti avrebbe offerto subito 300 franchi di acconto): "L'ho fatto per non insospettirlo. Avevo paura che, se avessi rifiutato i soldi, D. non ne avrebbe più fatto nulla. Mettiamo bene in chiaro che fino a martedì, D. non mi aveva detto nulla e io non volevo che lui scoprisse che già sapevo perché Mario me lo aveva già detto il sabato".




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!