Maltempo, viticoltori in allerta: "I prossimi giorni saranno decisivi"

Lo spettro di malattie è dietro l’angolo, ma Giuliano Maddalena, presidente di Federviti, è ottimista: "Si può ancora recuperare"
LUGANO - I meteorologi avvertono: "pioverà fino alla fine del mese". A risentirne, ovviamente, il settore del turismo e quello agricolo: “Sono più quelli che stanno ritardando la prima semina, di quanti hanno già fatto l’orto”, spiega oggi, su 20 Minuti, Raffaele Caminada, responsabile dell’omonimo centro di sementi a Cadempino. Ma pure i viticoltori dovranno stare attenti. Il rischio di malattie della vita è dietro l'angolo. A tal proposito abbiamo interrogato Giuliano Maddalena, presidente di Federviti, che, nonostante tutto, non ha nascosto un certo ottimismo.
"Sicuramente il periodo non favorisce la viticoltura - ci tiene a chiarire Maddalena -. Tutta quest'acqua non facilita certo la crescita e lo sviluppo della vite. Va detto, questo è un po' paradossale, che per fortuna le basse temperature non aiutano nemmeno lo sviluppo delle malattie, ma neppure la crescita e lo sviluppo della vegetazione".
Quali gli scenari possibili a questo punto?
"Fino ad ora non abbiamo riscontrato segnali particolari di malattie, ma il periodo critico deve ancora arrivare. I prossimi giorni saranno decisivi, in concomitanza con la fioritura delle viti. Qui sarà importante che le temperature siano più alte di quello che sono attualmente".
Quando avverrà questa fioritura? Ci sono ritardi in questo senso dovuti al maltempo?
"Secondo i nostri calcoli la fioritura dovrebbe avvenire attorno ai primi giorni di giugno, in ritardo proprio a causa delle condizioni climatiche avverse. Vedendo lo sviluppo delle vigne, dovremmo essere vicini alla situazione dello scorso anno e quindi circa due settimane indietro".
Dietro l'angolo, purtroppo, c'è lo spettro di malattie che potrebbero inficiare parte del vostro lavoro
"Si dice che per l'insorgere di malattie come la "plasmopara viticola" valga la “Regola dei tre dieci”: 10°C di temperatura, 10 millimetri di pioggia caduti nelle 48 ore e una lunghezza di germogli di almeno 10 centimetri. Quest'anno abbiamo fatto l'en plein, quindi dobbiamo stare attenti. L'importante è che i trattamenti siano stati effettuati prima di queste precipitazioni. A questo punto non resta che vegliare".
Ci saranno ripercussioni sul prodotto finale?
"Non necessariamente. Abbiamo visto, l'anno scorso, che nonostante il ritardo di questo periodo, c'è stato poi un buon recupero nel corso del mese di agosto e settembre. La vendemmia è caduta, più o meno, come negli anni precedenti, attorno al 20 di settembre. Quindi dobbiamo essere fiduciosi, si può ancora recuperare".



