Il padre di Marie non vuole farsi strumentalizzare

Il 54enne non farà nessuna campagna per l'inasprimento del codice penale svizzero
VILLARS - Il padre di Marie, la 19enne rapita lunedì 13 maggio e uccisa, non intende militare per un inasprimento del codice penale svizzero. "Non mi lascerò strumentalizzare", dichiara il pastore protestante di Villars (VD) in un'intervista pubblicata oggi dal "SonntagsBlick".
Il 54enne non vuole nemmeno vedere il responsabile della morte della figlia nel corso del processo: "Non ho niente da dirgli. È un pover'uomo e non mostra alcun segno di pentimento". Il padre aggiunge non provare odio verso di lui: "non ne vale la pena poiché l'odio logora chi lo prova".
Al pastore non interessa neanche la punizione che meriterebbe il colpevole: "non è importante; ciò che conta è proteggere la società da individui di questo tipo". Egli intende trasmettere la sua esperienza a una cellula di sostegno psicologico d'urgenza.
I funerali di Marie si svolgeranno il 27 maggio a Villars.




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