Assad nega l'uso di armi chimiche

Il presidente siriano è scettico sull'utilità di una conferenza internazionale da tenersi a Ginevra
DAMASCO - Le denunce da parte di paesi quali Israele o gli Stati Unite sull'uso della Siria di armi chimiche "cambiano ogni giorno": lo sottolinea il presidente Bashar al Assad in un'intervista pubblicata a Buenos Aires.
"Quelle chimiche sono armi di distruzione di massa. Dicono che le utilizziamo contro le zone residenziali. Ma sarei creduto se dicessi il bilancio delle vittime di una bomba lanciata su un quartiere è di dieci o venti persone? No, perché ciò significherebbe uccidere migliaia di persone... chi potrebbe nascondere una cosa così?", afferma Assad nell'intervista rilasciata al quotidiano Clarin e all'agenzia Telam.
Alla domanda se tali denunce possano comunque portare ad un intervento dell'Occidente nel Paese, Assad risponde che si tratta di "una probabilità, soprattutto dopo i colpi dati ai gruppi armati e al fatto che l'equilibrio delle forze sul terreno è iniziato a cambiare".
"È probabile, come hanno già fatto in Iraq. L'Occidente dice bugie per scatenare le guerre", conclude Assad, senza scartare quindi la possibilità "di un intervento militare diretto, anche se limitato".
Conferenza a Ginevra? Assad è scettico - Assad è scettico sui risultati di un eventuale conferenza internazionale di pace sulla Siria alla fine di maggio a Ginevra.
"Abbiamo accolto positivamente l'avvicinamento russo-americano e confidiamo su un incontro internazionale per aiutare i siriani a superare la crisi. Ma non crediamo che siano molti i paesi occidentali a volere veramente una soluzione alla crisi. E non crediamo neppure che la vogliano molte delle forze che appoggiano i terroristi", ha affermato Assad in un' intervista a due media argentini, aggiungendo di ritenere "irrealistico" il che "una conferenza politica possa fermare il terrorismo sul terreno".
Rispondendo infine sul bilancio dei morti nel paese - più di 70 mila secondo l'Onu -, Assad afferma: "Dovremmo interrogarci sull'attendibilità di tali fonti. Molti dei morti... sono stranieri venuti a uccidere il popolo siriano, molti sono siriani scomparsi. I dati cambiano continuamente perché i terroristi uccidono la gente e a volte la seppelliscono in fosse comuni".
Ats Ans




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