Con i sexy cartelloni il tamponamento è più facile

Gazzola del TCS: "La distrazione è la causa principale di incidenti. Occhio a non piazzare donne e uomini troppo avvenenti in zone cruciali"
BELLINZONA - Donne sexy e in costume da bagno ai bordi della carreggiata. Uno sguardo magnetico, che ti folgora. E quell'attimo di distrazione di troppo, la frenata brusca, il tamponamento. Scene di ordinaria sbadataggine immortalate da un lettore a Zurigo città. Immagini che evidenziano un problema sempre dietro l'angolo in un'epoca in cui marketing e pubblicità sono regnanti incontrastati. "La maggior parte degli incidenti in Svizzera è dovuta a episodi di distrazione - spiega Renato Gazzola, segretario generale del Touring Club Svizzero per il Ticino -. E tra le fonti di distrazione ci sono anche certi cartelloni. Quelli con donne o uomini troppo avvenenti, ad esempio, andrebbero posti solo in zone in cui c'è l'assoluta certezza di non disturbare l'attenzione del conducente".
Censura e autonomia - Il fatto è che in Svizzera ogni cantone si muove autonomamente su questo genere di questioni. Lo spiega bene Bernardino Rossi, consulente della SGA, azienda leader nel settore della cartellonistica pubblicitaria. "In alcuni cantoni c'è una specie di censura, come accade per i film. In altri, come ad esempio in Ticino, non c'è un filtro da parte delle autorità e c'è dunque maggiore libertà". La difficoltà maggiore sta nello stabilire effettivamente cosa può distrarre e cosa no. "Si tratta di aspetti molto soggettivi e difficili da generalizzare. Si cerca comunque di seguire le norme vigenti. Ad esempio, quelle imposte dall'Ufficio della circolazione che invita a evitare di piazzare cartelli pubblicitari al di fuori dei nuclei abitati, sulle tratte dove si viaggia più velocemente e anche nelle rotonde. I singoli comuni possono inoltre imporci delle restrizioni ben precise".
Filtro costoso - Per Carlo Celpi, capo staff della Divisione cantonale delle costruzioni, sarebbe impossibile introdurre un filtro anche in Ticino. "Verrebbe a costarci tantissimo. Sarebbero a centinaia i cartelloni da analizzare e non riusciremmo comunque a esprimerci oggettivamente. Bisognerebbe creare una commissione apposita senza una reale garanzia di successo". Per Celpi la strada da percorrere è quella già intrapresa da qualche tempo. "Ci sono già delle direttive valide a mio avviso. Ad esempio, si indica che un cartellone pubblicitario va collocato a una distanza di almeno 50 metri dalle intersezioni. Si sa inoltre che i cartelloni non devono contenere elementi lampeggianti o flash. Noi diamo l'autorizzazione per l'impianto. Sul contenuto in sé però non tocca a noi esprimerci. Le autorità comunali, in ogni caso, sono libere comunque di dire la loro".
Riflessione - Chiusura ancora con Gazzola. Che, nonostante le rassicurazioni di Rossi e di Celpi, rinnova comunque il suo appello. "Va detto che rispetto ad altre nazioni, dove la situazione è davvero esagerata, noi siamo messi bene. Però va in ogni caso fatta una riflessione attorno a tutto ciò che può distogliere l'attenzione dell'automobilista. Si può migliorare ancora".



