Burkhalter e i piani UE, scoppia una bufera

Il ministro degli esteri Didier Burkhalter vuole adattare gli accordi bilaterali al diritto dell'Unione Europea. Le razioni non si sono fatte attendere. "Le idee del gruppo di lavoro sono una catastrofe"
BERNA - La una nota interna ha causato un bufera. Una bozza del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) suggerisce di applicare il diritto Ue agli accordi bilaterali già esistenti. In questo modo, i cittadini Ue potrebbero percepire aiuti sociali in Svizzera, senza averci lavorato. Lo ha scritto il “Tages Anzeiger” ieri.
«Le idee del gruppo di lavoro sono una catastrofe», afferma il presidente del Plr Philipp Müller. Secondo lui, avviare ora questa discussione è molto rischioso. «Ci sono tre votazioni nei prossimi tempi che già mettono in pericolo la libera circolazione delle persone», spiega Müller. Anche il consigliere nazionale Ppd, Gerhard Pfister concorda. «È il tema sbagliato e la soluzione errata». Entrambi i politici temono inoltre un’invasione dei servizi sociali da parte di europei di paesi con un elevato tasso di disoccupazione. In Germania, si osserva già questa tendenza. Il consigliere nazionale del Ps Andy Tschümperlin, invece, accoglie positivamente il fatto che il Consiglio federale rifletta sui rapporti tra la Svizzera e l’Ue in futuro. «Non dovrebbe essere proibito pensare. Altrimenti succede la stessa cosa come con il segreto bancario».
Il portavoce del Dfae, Jean-Marc Crevoisier, sottolinea: «Il pericolo che i cittadini Ue percepiscano aiuti sociali senza lavorare è inesistente». Il portavoce ammette che la ripresa del diritto Ue «è parte delle riflessioni attuali» del Dfae e del gruppo di lavoro. Tuttavia, anche se venisse fatto, un passo del genere comporterebbe eccezioni. «La Svizzera applica le leggi Ue solo se le considera vantaggiose».



