Turchia: opposizione accusa Erdogan, ci coinvolge in Siria
Il governo turco ha accusato Damasco di essere dietro le bombe di Reyhanli. La Siria ha negato qualsiasi coinvolgimento. L'opposizione turca accusa da parte sua Erdogan di essere - indirettamente - il principale responsabile dell'attacco, il più sanguinoso subito dal paese da 20 anni, per avere tagliato i ponti con l'ex-amico Assad e scommesso troppo presto sulla sua caduta, esponendo cosi il paese al rischio di un "contagio" della violenza.
Il leader dell'opposizione Kemal Kiliçdaroglu, capo del Chp, e il nazionalista Devlet Bahçeli, riferisce "Hürriyet", hanno chiesto le dimissioni del governo dopo il "collasso" della sua politica siriana, schierata senza riserve con i ribelli sunniti. Il paese - accusano - è ora finito nel "pantano siriano". Se "il caos è stato trasportato qui", accusa il vicepresidente del Chp Faruk Logoglu, è "il diretto risultato della politica siriana del governo".
Per l'opposizione, Erdogan ha permesso ai ribelli di trasformare il sud della Turchia in una base arretrata e la frontiera in un colabrodo da cui passano liberamente miliziani - anche molti jihadisti stranieri - armi ed esplosivi. E stando al ministro dell'informazione siriano Omran al-Zoubiha, la Turchia ora è "il braccio politico di al-Qaida".
Il governo di Ankara ha accusato viceversa "sostenitori del regime di Damasco e dei suoi servizi" di essere dietro alle bombe di Reyhanli. Sono state arrestate 13 persone, che secondo la stampa turca farebbero parte di un gruppuscolo marxista inattivo dagli anni 1970. Il leader del gruppo ha peraltro negato ogni coinvolgimento, mentre la tesi del complotto di Damasco è stata definita "una fantasia" dal deputato curdo Ertugrul Kürkçü.
A Reyhanli e nella vicina Antiochia molta gente del resto, riferisce la stampa turca, punta piuttosto il dito contro i ribelli jihadisti siriani. Intanto su richiesta della procura di Reyhanli, che dipende dal ministero della giustizia, è stato vietato ai media di pubblicare informazioni sulle indagini.




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