Il Comune unico gestore del Casinò

da Luigi Bosia
CAMPIONE D'ITALIA “Stiamo valutando come liquidare i soci e a breve prenderemo una decisione”: sarà l’ultimo atto dell’ormai vetusta società di gestione del Casinò Campione d’Italia, quella di cui l’Amministrazione comunale dell’exclave detiene la maggioranza relativa delle quote spartite per il resto tra le Province di Como e di Lecco (e da ultimo di Varese) e le Camere di commercio dei due capoluoghi lariani. Enti già in progressiva ritirata quando una norma di legge ha stabilito il raggiungimento dell’obiettivo perseguito dal Comune di diventare socio unico della casa da gioco: “Un obiettivo centrato – dichiara Marita Piccaluga, sindaco di Campione d’Italia – ponendoci nelle stesse condizioni degli altri municipi, Sanremo e Venezia, e della Regione Valle d’Aosta, che possiedono un casinò”.
Una gestione del Casinò affidata al Comune come socio esclusivo dovrebbe consentire, oltre alla snellezza operativa, un risparmio consistente della quota di spettanza comunale dei proventi della casa da gioco
Intanto, nonostante la crisi si sia fatta sentire inducendo i dipendenti ad adottare un contratto di solidarietà biennale, il Casinò “sta tenendo molto bene sia come ingressi sia come quota di mercato, considerando il difficile momento economico e l’apertura in tutta Italia delle sale Vlt che si aggiungono alla concorrenza dei tre casinò ticinesi: è un buon risultato – a giudizio del sindaco – del quale va dato merito all’amministratore delegato Carlo Pagan che si sta impegnando anche per offrire sempre novità alla clientela”. Ne sono “esempi recenti il Campionato europeo dei croupier e l’Italian poker tour, il torneo che ha convogliato a Campione d’Italia 2.490 giocatori”.
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Con il Comune socio unico cambierà anche la governance della casa da gioco, con un amministratore unico al posto dell’attuale Consiglio di amministrazione: “L’abbiamo già – avverte Marita Piccaluga – ed è l’amministratore delegato attuale, Carlo Pagan”.
Resta però aperto il progetto “Verve”, l’apertura di sale da gioco fuori Campione d’Italia d’intesa con un autorevole partner, ma il sindaco si astiene da commenti: “Sono scelte ancora di competenza del Consiglio di amministrazione in carica, però non si può non notare che se in Svizzera sono venti i casinò aperti, non ci sono slot machine disseminate nei locali pubblici come succede invece in Italia dove in materia di gioco è stata fatta una scelta diametralmente opposta”.




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