Cittadinanza ai minori stranieri, il governo è diviso

Non solo l'Imu divide "la strana maggioranza". Kyenge: "Priorità il diritto di cittadinanza"
ROMA - Non bastava l'Imposta municipale propria (Imu). Oggi la strana maggioranza che sostiene Enrico Letta ha cominciato a litigare anche sulla cittadinanza ai minori stranieri. Un tema che sta molto a cuore al centrosinistra, ma che il centrodestra vede come il fumo negli occhi.
Il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge (di origine congolese) dalla sua Modena oggi è stata chiara: "Il governo ha delle priorità. All'interno di queste sicuramente troviamo il tema del 'diritto di cittadinanza': riuscire a dare identità a un milione di bambini di origine straniera che ancora oggi attendono di avere la cittadinanza italiana".
All'inizio delle legislatura il Partito democratico (Pd) ha presentato alla Camera una proposta di legge che rende più semplice diventare italiani per i figli degli immigrati: ottiene la cittadinanza chi nasce in Italia con almeno un genitore residente da cinque anni e il minore che arriva nel paese e conclude almeno un ciclo scolastico (elementari, medie, superiori o formazione professionale). I firmatari sono Pier Luigi Bersani, il ministro Kyenge, il capogruppo Roberto Speranza e il responsabile per i 'nuovi italiani' Khalid Chaouki (italo-marocchino).
La presidente della Camera Laura Boldrini, di Sinistra ecologia libertà (Sel), è apertamente a favore: "In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza - ha detto - e da lì sviluppare una normativa che sia all'altezza delle nuove sfide".
Dal Popolo della libertà (Pdl) però c'è stata subito una levata di scudi. "Non sono accettabili colpi di mano o scelte demagogiche - ha commentato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri -. Dico anche ai ministri che il passaggio allo ius soli non è ipotizzabile. La concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca in Italia sarebbe un errore".
"Non accettiamo diktat sullo ius soli - rispondono in una nota congiunta un gruppo di senatori e deputati Pd -. La legge sulla cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese va approvata. Lo ha rammentato spesso il capo dello Stato ed è materia che ci avvicina all'Europa". Per la deputata Pd Rosa Calipari, revisione delle Bossi-Fini e legge di cittadinanza sono "due nodi cruciali". E per il deputato Khalid Chaouki "Gasparri eviti di fare di un principio di civiltà, più volte richiamato dal presidente (Giorgio) Napolitano, una battaglia ideologica sulla pelle dei bambini".
Il battagliero esponente del Pdl non ha esitato a replicare, inasprendo la polemica: "Non accetto le intimidazioni di esponenti del Pd che tentano demagogiche speculazioni sulla pelle del prossimo. Lo ius soli non sarà mai legge della Repubblica italiana". Livia Turco del Pd ha provato a mediare: "Gasparri deponga il suo elmetto, ascolti le sagge parole di Napolitano e dia il suo contributo per fare una legge saggia ed equilibrata".
Lunedì anche Scelta civica presenterà una sua proposta di riforma della legge di cittadinanza, firmata dal deputato Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio.
ats



