Alla ricerca di quei 1650 chili di "Oro verde"

Sta giungendo al termine la quarta settimana di riprese del film diretto da Mohammed Soudani, "Oro verde", che vede tra i protagonisti Carlos Leal
BELLINZONA - Una commedia “irriverente” (coproduzione Amka Films/Rsi) concepita sulla base di un fatto realmente accaduto qui alle nostre latitudini dieci anni fa: nel 2003 la polizia confiscò 1650 chili di canapa e, in attesa di distruggerli, li depositò in un capannone militare di Arbedo…
Nelle sale in autunno e sulle frequenze della Rsi nel 2014, la pellicola – “un appetitoso mix tra “I soliti sospetti” (USA, 1995) e “Full Monty” (GB, 1997)” – racconta di una banda di disoccupati che decidono di cambiare per sempre le loro vite mettendo a punto una rapina… Anzi, un prestito, come loro stessi si ostinano a definirlo… Nel cast, oltre a Leal, anche Leonardo Nigro, Fausto Sciarappa, Ignazio Oliva, Simona Bernasconi, Giorgia Wurth, Yari Copt, Max Zampetti, Roberta Fossile, Diego Gaffuri, Julie Arlin e, per la prima volta sullo schermo, la piccola Gaia Parisi.
Carlos, raccontami del tuo coinvolgimento in questo film…
"Da sempre seguo con molta attenzione le produzioni di Cinedokké e di Amka Films… Apprezzo molto il loro lavoro… Io e Mohammed eravamo già in contatto da anni, ma tra un impegno e l’altro, purtroppo, non c’è mai stato il tempo per portare a termine un progetto insieme… Ora, invece, ci stiamo riuscendo… Per me, oltretutto, questa è un’opportunità straordinaria: è la prima volta che recito in italiano".
Dal tuo entusiasmo riesco a percepire una particolare passione per il cinema italiano… È così?
"Certo… Amo molto Totò… L’ho scoperto da bambino… Le mie origini sono spagnole, ma sono cresciuto a Losanna con molti amici napoletani e siciliani… I suoi film li guardavo con loro… In questi termini, forse, dovrei ringraziarli". (ride, ndr)
Cosa mi puoi dire del tuo ruolo?
"Sono uno della banda, forse il più distratto".
E della tua esperienza sul set di “Abbracci spezzati” (Spagna, 2009), la pellicola di Pedro Almodóvar?
"Ho sempre sognato di lavorare con lui... Forse anche per le mie origini… In quel periodo vivevo a Madrid, lavoravo per la televisione… E un giorno, d’un tratto, ho saputo che Almodóvar era alla ricerca di un attore per una piccola parte… È stata un’esperienza molto gratificante, che mi ha insegnato molto: Almodóvar è un artista completo, molto preciso in ogni minimo dettaglio".
In quel film ha recitato anche Penélope Cruz… Hai avuto modo di conoscerla?
"No, purtroppo, no"
Seppur con qualche pausa, dal 1987 al 2010 sei stato il frontman dei Sens Unik… Hai ancora tempo per la musica?
"Pochissimo… Ma nel 2014, con ogni probabilità, anche in questo ambito ci saranno degli sviluppi".
Non vuoi sbilanciarti?
"No, preferirei evitare… È ancora troppo presto"




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!