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L'educazione extrascolastica oltre la merenda del mercoledì

Non perdiamo l'occasione di costruire assieme ai nostri ragazzi il mondo che vogliamo.
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L'educazione extrascolastica oltre la merenda del mercoledì
Non perdiamo l'occasione di costruire assieme ai nostri ragazzi il mondo che vogliamo.

Recentemente ho avuto l’occasione di confrontarmi con un funzionario dell’amministrazione cantonale in materia di politiche dell’infanzia e della gioventù. La questione era: in quale misura l’ente pubblico è tenuto favorire questo tipo di politica attraverso il sostegno diretto alle agenzie (operatori) educative attive sul nostro territorio? La mia posizione è che maggiori (e massicci) investimenti in questi ambiti siano assolutamente necessari: siamo in un periodo storico eccezionale e non possiamo perdere l’occasione per costruire, con i nostri ragazzi, il mondo nel quale vogliamo vivere (tutto ciò attraverso una costante e quotidiana azione in “contesti locali”).

Il mio interlocutore - persona che in materia di politiche dell’infanzia e della gioventù la sa lunga e vanta una competenza senza pari nella nostra regione – mi ricordava invece che il legislatore ha deciso di lasciare all’iniziativa (spontanea o meno) del cittadino la responsabilità di far fronte ai bisogni educativi extrascolastici dei nostri ragazzi. Detto altrimenti: non è lo stato che deve organizzare o finanziare attività che riguardano scelte educative che concernono invece le famiglie (al di là, ovviamente, di quanto già oggi la “Legge famiglie” consenta).

Il problema che si pone, però, è che se non si sostiene in maniera continua e costante (e qui sto parlando sia del settore pubblico che del settore privato) le agenzie educative attive sul nostro territorio, si corre il rischio – se mi è consentita la metafora -  di non poter andare al di là dell’organizzazione della merenda al mercoledì pomeriggio al parco giochi. La questione non è di facile soluzione poiché evoca anche il concetto di responsabilità famigliare nei confronti dei propri figli. La domanda è comunque sempre quella: che tipo di educazione vogliamo per i nostri ragazzi?

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