I trentenni di oggi? Meno sani di quelli di ieri

Secondo una ricerca olandese, avrebbero più problemi di pressione alta e colesterolo rispetto ai coetanei di dieci anni fa
AMSTERDAM - I trentenni di oggi? Meno sani di quelli delle generazioni precedenti. Lo affermano gli autori di un maxi-studio olandese pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology e coordinato da Gerben Hulsegge dell'Istituto di Sanità Pubblica Olandese.
Secondo i risultati della ricerca, gli adulti di oggi sarebbero più in sovrappeso e avrebbero maggiori problemi di pressione alta e colesterolo alto rispetto ai trentenni di dieci anni fa.
Gli esperti, nel corso dello studio, hanno osservato per quasi due decenni un gruppo di volontari composto da oltre 6000 individui, divisi sia per sesso sia per generazioni. Hanno cioè considerato i trentenni, i quarantenni e i cinquantenni di ciascuna generazione e hanno misurato i fattori di rischio di ognuno.
I risultati finali del maxi-studio hanno rilevato che il 52% dei trentenni della generazione più recente, per esempio, è o in sovrappeso o è obeso, contro solo il 40% dei trentenni della generazione precedente, ossia quella di dieci anni prima.
Ovviamente il tasso di sovrappeso e obesità va a influire sulla possibilità di essere colpiti da patologie come la pressione alta e il colesterolo, tutti fattori di rischio che nei trentenni di oggi sono molto più diffusi che tra quelli di dieci o venti anni fa.
Come è facilmente ipotizzabile, questo declino delle condizioni di salute potrebbe essere collegato a un cambiamento o, meglio, un peggioramento delle abitudini alimentari avvenuto negli ultimi decenni e alla modifica dello stile di vita che, per i giovani adulti, è sempre più sedentario.
Nonostante sia sempre bene evitare gli allarmismi, gli studiosi non escludono che questo trend possa continuare anche per le prossime generazioni, portando a un progressivo peggioramento delle condizioni di salute dei giovani adulti, fino a ridurre l’aspettativa di vita.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!