Cerca e trova immobili
PRO JUVENTUTE

Il cyber bullismo esiste?

Sì, ma sembra essere un fenomeno che preoccupa gli adulti più dei ragazzi.
Colourbox
Il cyber bullismo esiste?
Sì, ma sembra essere un fenomeno che preoccupa gli adulti più dei ragazzi.

Martedì scorso ho avuto l’occasione di passare una giornata intera con un gruppo di studenti di liceo. Abbiamo lavorato tutti insieme e con l’appoggio di alcuni esperti di vari settori sul tema del cyber bullismo. Lo abbiamo fatto soprattutto sulla scorta di un’ampia discussione sul tema, alla quale ha fatto da corollario la visione di un film e la discussione in piccoli gruppi di lavoro.

Al di là dell’interesse che questi momenti di lavoro con i giovani comportano e che è sempre molto profondo, una cosa tra le altre è sembrata assai evidente: il fatto che quello del cyber bullismo non sembra essere un tema di particolare preoccupazione per i ragazzi, o non lo sembra essere così come lo è per gli adulti. Chiaro, se si cade vittima di cyber bullismo il problema esiste, eccome! In generale però ho avuto l’impressione che i ragazzi con i quali ho potuto lavorare non avessero la percezione che un click sia per sempre o che questo, comunque, non fosse un problema.

Cadere vittima di fenomeni di bullismo virtuale si rivela essere generalmente più pericoloso e più grave di quanto lo possa essere il fatto di essere vittima di forme di bullismo reale. Ho però nel contempo avuto la certezza (e in questo i ragazzi sono stati chiarissimi) che nel caso in cui un loro compagno dovesse cadere vittima di un fenomeno di questo tipo sarebbero lì ad accoglierlo e a sostenerlo nei modi dovuti, per quanto il mondo virtuale possa essere importante. Questo aspetto non può essere dimenticato.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!