Antigua Guatemala, la città "precaria" fondata dai conquistadores

Circondata da tre vulcani, l’ex capitale delle colonie spagnole del Centroamerica è terra di fascino e mistero
ANTIGUA GUATEMALA – Circondata da tre vulcani, custode di una civiltà antichissima e risultato della sua distruzione, Antigua Guatemala è una delle città più affascinanti del Centro America. Fondata nel 1543 dagli invasori spagnoli, è stata per oltre 200 anni la capitale della Capitaneria Generale del Guatemala, un vasto territorio sotto il dominio spagnolo che comprendeva quasi tutta l’attuale America centrale.
Nel 1773, in seguito a una serie di terremoti che distrusse la città, la capitale fu spostata a Città del Guatemala. Antigua conservò comunque il suo fascino, tutt’ora riscontrabile nelle vie di questa cittadina di poco più di 30mila abitanti, circondata da tre vulcani e caratterizzata dallo splendore e lo sfarzo del barocco ispano-americano.
Molti dei palazzi e delle chiese di Antigua si presentano cadenti e appaiono in rovina, ma proprio questo loro aspetto trasmette alla città, patrimonio dell’Unesco dal 1979, un’atmosfera unica.
Il Volcàn de Agua (alto 3766 metri) è il più vicino dei vulcani che circondano Antigua e ricorda che in questo posto nulla è perenne, che ogni cosa può essere spazzata via dalla forza della natura o, purtroppo, dalla stupida violenza dell’uomo.
È capitato ai Maya, popolazione pre-colombiana che viveva queste terre, trucidata, schiavizzata o culturalmente egemonizzata dai colonizzatori; è capitato alla città stessa, come detto, spazzata via nel XVIII secolo da una serie di terremoti.
Gli altri vulcani, l’inattivo Acatenango di 3976 metri e il Volcàn de Fuego, alto 3763 metri e costantemente in attività, anche se ad intensità molto bassa, contribuiscono a restituire al turista in visita ad Antigua il senso di precarietà di questo luogo, terra di misteri, stragi, eruzioni e dittature, avvolta da un presente di tranquillità che nessuno sa quanto potrà durare.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!