Quando i camosci piangono. Ricordo di Tita Carloni e della sua grande montagna

Armando Besomi
Piace ricordare quest'Uomo nella sua naturale semplicità, legata in modo ancestrale alla sua terra e a quelle guglie, a quei torrioni che si ergono a baluardo di un Ticino che nella sua vita ha onorato ed al quale ha dato lustro in forma eccelsa. Forse proprio lo studio del territorio da difendere e modellare in modo consono all'uomo, lasciando ai posteri il risultato positivo dell'opera svolta, l'aveva amareggiato per quanto stava accadendo nonostante i suoi sforzi e allora eccolo rifugiarsi sulla sua montagna che fin da bambino conosceva palmo - palmo per meditare, per guardare lontano, per ingoiare tristezza.
Tita Carloni aveva un cuore grande, un cuore di rispetto verso ogni forma di vita che lo portava lassù in alto, al di sopra del mare di nebbia, ad ammirare i fiori, le piante e gli animali che davano un senso concreto all'ultimo territorio di casa sua, rimasto in gran parte alla natura. Il Monte Generoso.
Amava parlare con gli animali e i camosci, ormai fiduciosi nell'uomo buono, lo avvicinavano e cercavano in lui la protezione. Li aveva capiti; aveva realizzato di poter parlare per loro e difenderli dalla cupidigia umana che crede di risolvere tutti i problemi con provvedimenti che non tengono conto delle sofferenze degli animali.
E`lì che l'avevo conosciuto e l'avevo visto felice quando la Protezione animali di Bellinzona aveva deciso di unirsi a lui nella difesa di quei camosci che tanto amava. L'avevo poi visto trattenere a stento l'emozione quando era stata liberata una piccola proveniente dal Campo Tencia e altri soggetti salvati, fino alla liberazione di Stella Alpina alcune settimane or sono. Lui l'aveva accarezzata trattenendo le lacrime.
Ora la grande montagna tace; gli animali lo attenderanno invano sulle balze e negli anfratti delle rocce dove lui sedeva per ore in loro compagnia e non sanno che il seme da lui posto continuerà a crescere in Ticino e li preserverà anche in futuro da ogni male.
Sono certo che loro, i camosci che tanto l'amavano, soffriranno per la sua assenza e a modo loro piangeranno in silenzio, come solo gli animali sanno fare.




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