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L'OSPITE

No alla "Austerity" in salsa ticinese, sì allo sciopero del 5 dicembre!

Partito Comunista, sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro
Foto Keystone / EPA Diego Azubel
No alla "Austerity" in salsa ticinese, sì allo sciopero del 5 dicembre!
Partito Comunista, sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro
Il Preventivo 2013 varato dal Consiglio di Stato va rimandato al mittente: esso è infatti un programma di austerità sulla falsa riga di quanto i governi europei stanno promuovendo ai danni dei popoli che non hanno alcuna respons...

Il Preventivo 2013 varato dal Consiglio di Stato va rimandato al mittente: esso è infatti un programma di austerità sulla falsa riga di quanto i governi europei stanno promuovendo ai danni dei popoli che non hanno alcuna responsabilità per la crisi finanziaria in cui sono finiti (e vi resteranno a lungo) i paesi retti da élite politiche liberiste. Gli attacchi contro la cassa pensione e i previsti tagli salariali ai danni dei dipendenti del settore pubblico ticinese sono una misura che – oltre ad essere inaccettabile politicamente e che come Partito Comunista condanniamo – è controproducente a livello economico, dato che andrebbe a deprimere la domanda.

Chi vede, appiattendosi al diktat leghista, i dipendenti pubblici tutti come "fuchi" privilegiati, dimentica che per conto dello Stato non lavorano soltanto gli alti funzionari (spesso lottizzati), ma anche moltissimi lavoratori che non percepiscono lauti stipendi e che conoscono anch'essi problemi di precarietà. Quello che nessuno dice è che se nel settore pubblico i salariati perderanno dei diritti, le condizioni peggioreranno di rimando anche nel settore privato. Al suo interno infatti, a causa alle recenti misure di risparmio attuate sulla pelle dei dipendenti pubblici, la logica della razionalizzazione dei costi sarebbe ulteriormente legittimata dal deprecabile esempio dello Stato e conseguentemente estesa in tutta la realtà economica. La giusta lotta invece deve consistere nell'eguagliare le condizioni di lavoro fra privato e pubblico verso l'alto, non certo verso il basso!

 

Abbiamo vissuto una situazione simile esattamente nove anni fa: allora i sindacati lanciarono una grande mobilitazione che culminò il 03 dicembre 2003 con un corteo di quasi 15'000 lavoratori in piazza a Bellinzona. Occorre unire tutte le categorie professionali e indire uno sciopero generale per rivendicare una diversa politica economica e finanziaria, che chiami alla cassa chi può e non i lavoratori, né quelli pubblici né quelli del settore privato. E nel contempo occorre un'imposta patrimoniale fortemente progressiva che riguardi le fortune milionarie e che permetterebbe di incassare in un anno 340 milioni di franchi.

 

In tal senso lo sciopero indetto dal sindacato VPOD il prossimo 5 dicembre 2012 è una misura che va nella giusta direzione e che anzi va rafforzata. Il Partito Comunista solidarizza con i lavoratori pubblici e para-pubblici e sarà quindi al loro fianco in piazza.

 

 

 

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