Preventivo 2013: alcune, prime riflessioni

Giovanni Jelmini, Presidente PPD Cantone
Martedì 16 ottobre il Consiglio di Stato ha presentato il preventivo del Cantone per il 2013. Il preventivo presenta un disavanzo di gestione corrente di quasi 200 milioni di franchi. La situazione è preoccupante e conferma la difficoltà finanziaria alla quale è confrontato il nostro Cantone; al momento attuale, solo il Canton Ginevra presenta un bilancio peggiore del nostro.
Il messaggio del CdS che accompagna il preventivo 2013 individua alcune cause che condizionano negativamente i conti dello Stato: la grave crisi del settore bancario e finanziario e quella economica internazionale che, a partire dal 2008, hanno frenato l’evoluzione economica anche del nostro Cantone, con conseguente riduzione importante dei posti di lavoro, come afferma il Governo - anche se su questo aspetto occorrerebbe un maggiore approfondimento, in considerazione del costante aumento di lavoratori frontalieri cui assistiamo ormai da alcuni anni -. Sulla necessità di mantenere sotto controllo il debito pubblico, contenendolo il più possibile, sono più o meno tutti d’accordo.
Nessuno intende infatti seguire il pessimo esempio di quegli Stati europei (Italia, Grecia, Spagna, Irlanda, ecc.) che irresponsabilmente hanno lasciato alimentare negli anni il proprio debito pubblico e che oggi si trovano in una situazione finanziaria disastrosa e sono costretti a chiedere ai propri cittadini sacrifici spesso non sostenibili. È quindi condivisibile la posizione del CdS quando nel messaggio sul preventivo 2013 afferma che un Cantone non deve “lasciare semplicemente correre l’aumento del debito pubblico, senza sottoporsi ad un costante esame critico dei compiti e delle spese sostenute, senza chiedersi quali sforzi tutti possono solidarmente e sostenibilmente compiere”.
Si tratta quindi – per ammissione indiretta del Governo stesso - di iniziare finalmente quell’esercizio utile e sano che si chiama riforma dei compiti dello Stato e che il nostro partito ha richiesto - sinora invano - a più riprese. In altre parole, si tratta di ridefinire le responsabilità e le competenze dello Stato, come pure i compiti e gli obiettivi prioritari; si tratta di individuare i servizi che lo Stato deve continuare ad assicurare ai cittadini, quelli che può delegare ai privati e infine i servizi ai quali può legittimamente rinunciare in un momento di grave difficoltà finanziaria. Non possiamo e non vogliamo infatti consegnare alle prossime generazioni uno Stato eccessivamente indebitato e neppure possiamo, né vogliamo aumentare ulteriormente il carico fiscale che, per le persone giuridiche e parte delle persone fisiche, si trova già agli ultimi posti della classifica nella competizione intercantonale.
Sarebbe quindi auspicabile che il Governo presenti quanto prima un piano d’azione che indichi le misure strutturali volte a invertire la preoccupante tendenza finanziaria dei prossimi anni; si pensi ad esempio al freno alla spesa pubblica e al blocco delle assunzioni del personale. Quest’ultima misura consentirebbe, tra le altre cose, di capire quali sono i servizi dell’amministrazione sovradimensionati e quali sono i servizi che necessitano, forse, di maggiori unità per una risposta più celere e adeguata ai bisogni dei cittadini. Si tratta inoltre di riscoprire il significato autentico di alcuni termini quali la solidarietà - da non confondere con l’assistenzialismo - nei confronti delle persone confrontate a una reale e oggettivo disagio e la responsabilità di ogni individuo anche nei confronti dello Stato che, per adempiere ai propri compiti, necessita del contributo di tutti, in proporzione evidentemente alla disponibilità di ognuno. Queste sono alcune, prime riflessioni sul preventivo 2013, in attesa di una prossima discussione sulla situazione finanziaria presente e futura del nostro Cantone.



