Disabile bloccata in stazione, nessuno ad attivare l'elevatore: la presa di posizione

FTIA - Federazione ticinese integrazione andicap
Apprendiamo oggi, attraverso Ticinonline, la vicenda della giovane disabile di Bari che si è vista bloccata temporaneamente all’interno della stazione di Lugano.
Siamo consci che questa notizia potrebbe sembrare, ai più, un caso isolato; tuttavia, molte persone si ritrovano a dover far fronte, quotidianamente, a problematiche legate alle barriere architettoniche. Spesso non si tratta di sole persone con disabilità, ma anche di famiglie con passeggini e persone anziane. Sono però pochi a lamentarsi; le carenze del nostro mondo costruito vengono oramai accettate come parte di una società che promuove valori di salute, indipendenza e giovinezza, fattori che non possono essere corrisposti dalle fasce più deboli di popolazione.
Per questo motivo, quale Federazione Ticinese Integrazione Andicap, prendiamo in considerazione con molta serietà le segnalazioni in merito a strutture pubbliche che presentano delle carenze rispetto ai servizi per disabili. Nel caso specifico, la stazione di Lugano, meta importantissima per il traffico passeggeri locale ed internazionale, dovrebbe tener massimamente conto delle esigenze degli utenti, anche di coloro che presentano problemi di mobilità o sono portatori di una disabilità sensoriale, legata cioè alla vista o all’udito.
La creazione di servizi appositi per persone con disabilità fisiche, accessibili ai soli interessati attraverso lo strumento Eurochiave, rappresenta sicuramente una buona soluzione per preservare le strutture da un utilizzo abusivo o da vandalismi. Tuttavia, è molto importante anche un’adeguata segnalazione dei servizi esistenti come dei percorsi accessibili per permettere l’effettiva indipendenza dei viaggiatori.
Per quanto riguarda il servizio FFS, la FTIA si impegna da diversi anni a collaborare con la formazione di capotreni, i quali hanno la responsabilità di occuparsi del trasbordo e dell’accoglienza delle persone con disabilità. È vero che il compito delle Ferrovie è quello di provvedere al solo spostamento dal terno alla banchina; crediamo però che fornire qualche indicazione in più ad un viaggiatore in difficoltà dovrebbe essere parte integrante del lavoro del personale ferroviario.
Infine, una considerazione che lascia l’amaro in bocca: di fronte di una richiesta d’aiuto da parte di una passeggera in difficoltà al custode, persona che reputiamo preposta alla sorveglianza della stazione e dei suoi servizi, abbiamo riscontrato un rifiuto non giustificato e, spiace dirlo, non esattamente dignitoso.
A fronte delle tante manifestazioni di sensibilizzazione proposte dalla FTIA nei confronti della popolazione, attraverso eventi sportivi, culturali e tramite la partecipazione nelle scuole, ci rendiamo conto che la strada da percorrere contro l’abbattimento delle barriere non solo fisiche, ma soprattutto mentali, è ancora lunga.
Le segnalazioni di malfunzionamento delle nostre strutture non devono passare inosservate: con questo chiediamo alle persone con andicap di annunciare eventuali situazioni di difficoltà; d’altro canto reclamiamo una maggior attenzione da parte degli enti pubblici, che, sussidiati dalla popolazione, devono provvedere ad adeguare i propri servizi a tutti.




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