L'asta di uno scheletro di dinosauro scatena forti reazione in Mongolia

NEW YORK - Uno scheletro di dinosauro lungo otto metri e mezzo è stato battuto a New York dalla casa d'aste Heritage Auctions per poco più di un milione di dollari. Ma questa volta a fare notizia non è la cifra più o meno elevata necessaria per aggiudicarsi il reperto. A scatenare il dibattito è il fatto che i resti del Bataar Tarbosaurus, parente del tirannosauro, vissuto in Asia Centrale 80 milioni di anni fa, stanno provocando non pochi problemi tra la casa d'aste con sede a Dallas, in Texas, e il governo della Mongolia, dove è vietata l'esportazione di fossili.
Il presidente della Mongolia Elbegdorj Tsakhia infatti sostiene che il reperto appartiene a loro, tanto che Robert Painter, legale del governo, ha cercato di bloccare la vendita esibendo un ordine restrittivo ottenuto da un giudice del Texas.
"Abbiamo garanzie giuridiche che il fossile è stato ottenuto legalmente, e per quanto ne sappiamo la Mongolia non ha prodotto alcuna prova che dimostri come lo scheletro appartenga a loro", è stato invece il commento del presidente della società di Dallas Greg Rohan ai media americani.
La casa d'aste infatti si è rifiutata di accettare la richiesta, limitandosi a specificare che la vendita è "condizionale", ossia legata alla risoluzione delle questioni legali pendenti. Secondo quanto ha dichiarato David Herskowitz della Heritage Auctions, il reperto è stato trovato dieci anni fa nel deserto del Gobi, e sino all'anno scorso era di proprietà di un collezionista di fossili del Dorset, in Gran Bretagna.
"Sono in gioco il patrimonio, la storia e la cultura di una nazione sovrana", ha dichiarato tuttavia il presidente mongolo nelle carte depositate in corte, ribadendo che il suo Paese è l'unico posto al mondo dove sono stati trovati resti di tarbosauro.




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