Turchia: 'no' Ankara a estradizione vicepresidente iracheno
"Non possiamo estradare una persona che sosteniamo", ha detto il vicepremier turco Bekiz Bozdag, riferisce l'agenzia Anadolu. Ankara continuerà a sostenere Hashemi, ha affermato il vice del premier Recep Tayyip Erdogan, facendo notare che anche la Turchia ha rivolto richieste simili all'Iraq (che protegge terroristi curdi del Pkk).
Hashemi, ha detto il vicepremier, è in Turchia per cure mediche. Fonti diplomatiche citate dall'agenzia sottolineano che il "red bulletin" emesso ieri non è un mandato di arresto internazionale, che sarebbe vincolante per la Turchia: si tratta solo della pubblicazione di un mandato di arresto nazionale su richiesta del paese che lo ha emesso.
Inoltre non c'è alcuna condanna certa di Hashemi il quale, come vicepresidente iracheno, gode di una immunità. Hashemi è processato in contumacia a Baghdad e accusato fra l'altro di terrorismo (finanziamento e guida di squadroni della morte che hanno colpito funzionari governativi, forze di sicurezza e pellegrini sciiti).
L'esponente sunnita respinge le accuse definendole "politiche". La sua presenza in Turchia è un ulteriore elemento di attrito fra Ankara e Baghdad, già divise a causa dell'influenza iraniana sull'Iraq. Hashemi è componente del blocco sunnita Iraqiya che aveva vinto la maggioranza dei seggi nelle elezioni parlamentari del 2010, ricorda Anadolu, mentre l'attuale governo governo è composto soprattutto da sciiti.




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