Ristorni, Borradori: "Faremo la nostra parte"

BELLINZONA - Il Canton Ticino è pronto a fare la sua parte, quando Roma e Berna si metteranno intorno ad un tavolo. Lo ha affermano il direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori, commentando l'apertura del governo Monti ad un accordo tra Italia e Svizzera.
Il premier italiano era stato chiaro: Roma è favorevole a discutere un accordo con la Confederazione, previo "rispetto dei trattati". Il Ticino veniva inequivocabilmente chiamato in causa, a causa del blocco dei ristorni dell'imposta alla fonte dei frontalieri. Il Consiglio di Stato ticinese, ha dichiarato l'esponente leghista alla Rsi, si incontrerà nei prossimi giorni e "sono sicuro che coglierà l’occasione per discutere anche di questi ultimi risvolti".
Borradori però afferma che "la nostra posizione è sempre stata chiara", e prevede uno sblocco solo dopo il riesame della convenzione dei frontalieri del 1974 (con la parificazione del tasso a quello con l'Austria, bocciato giorni fa dal Consiglio degli Stati) e dall'esclusione della Svizzera dalla black list degli evasori fiscali. Il direttore del DT conclude: "Prossimamente vedremo se dalle parole si passerà ai fatti”. Ad apertura italiana segue quindi apertura ticinese, ma regna la cautela.




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