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Delitto di Grenchen, trio a processo con i piedi incatenati

Patric S. Guido S. e Ruth S. sono accusati di aver sterminato un'intera famiglia composta da tre persone
Keystone
Delitto di Grenchen, trio a processo con i piedi incatenati
Patric S. Guido S. e Ruth S. sono accusati di aver sterminato un'intera famiglia composta da tre persone
GRENCHEN - Il 5 giugno del 2009 la piccola cittadina di Grenchen si svegliò con tre cadaveri. La vita spezzate di Margrit Dubey, 55 anni, di suo marito Pierre-André di 60 e la figlia Dania di 35 suscitarono non pochi interrogati...

GRENCHEN - Il 5 giugno del 2009 la piccola cittadina di Grenchen si svegliò con tre cadaveri. La vita spezzate di Margrit Dubey, 55 anni, di suo marito Pierre-André di 60 e la figlia Dania di 35 suscitarono non pochi interrogativi. Un'intera famiglia sterminata in una notte di fine primavera.

Un delitto misterioso e che ha portato tre persone alla sbarra, due uomini di 32 e 24 anni e una donna 48enne. Patric S. e Guido S. secondo l'accusa avrebbero ucciso i tre componenti della famiglia in modo freddo e barbaro. Margrit Dubey fu legata e soffocata con un sacchetto di plastica, nonostante essa abbia tentato con tutte le sue forze di difendersi. Patric S. ha dapprima rotto diverse costole a Pierre-André Dubey per poi soffocarlo con un cuscino. Infine è stato finito con un colpo di pistola in testa. Dania, la figlia 35enne, legata ha cercato di strangolare Patric S., ma è stata soffocata con un sacchetto di plastica alla testa.

Ruth S., nonostante essa non fosse presente nell'appartamento durante la mattanza, è considerata la mente del folle omicidio, chiamando all'esecuzione Patric S. e Guido S., perché lei pretendeva soldi dalla famiglia. Patric S. e Guido S. erano debitori nei confronti della donna e si sarebbero sdebitati passando all'azione.

Sembra che Margrit Dubey sia stata attiva in quelle catene di Sant'Antonio, ossia "circoli di donazione", molto diffusi in Svizzera Tedesca, ma vietate per legge, e il terzetto sperava di potersene prendere una fetta consistente, visto che la vittima avrebbe guadagnato, grazie a questo sistema, diverse decine di migliaia di franchi. Ruth S. quindi ha pianificato il delitto e dato istruzioni a Patric S. e Guido S., per poi aiutare i due all'occultamento degli oggetti utilizzati per il delitto e togliere ogni traccia dall'auto usata per il delitto.

Ruth dice di avere programmato il furto, consistente in 500 franchi, 600 euro, quattro orologi e qualche gioiello, ma in nessun modo il delitto. Il ministero pubblico Jan Gutzwiller è però convinto che nel piano vi sarebbe stato incluso anche il delitto.

Il dibattimento a porte aperte, al 2° piano dell'Alta Corte solettese duererà da oggi, lunedì 30 aprile a venerdì 4 maggio. La sentenza è attesa per l'11 maggio.

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