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SVIZZERA

Corsa al Consiglio federale, Marina Carobbio non vuole essere soltanto una ticinese

La candidata al Consiglio federale: "Non mi presento solo come rappresentante di una regione geografica"
Tipress (archivio)
Corsa al Consiglio federale, Marina Carobbio non vuole essere soltanto una ticinese
La candidata al Consiglio federale: "Non mi presento solo come rappresentante di una regione geografica"
BERNA - La socialista ticinese Marina Carobbio, se sarà eletta in Consiglio federale, sfrutterà in governo tutte le sue competenze politiche e professionali acquisite come medico, presidente dell'Associazione svizzera degli ...

BERNA - La socialista ticinese Marina Carobbio, se sarà eletta in Consiglio federale, sfrutterà in governo tutte le sue competenze politiche e professionali acquisite come medico, presidente dell'Associazione svizzera degli inquilini ed esponente della commissione delle finanze del Consiglio nazionale.

In un'intervista accordata oggi a "L'Express", "L'Impartial" e al "Journal du Jura", afferma quindi di non voler essere solo una candidata del cantone Ticino. "Non mi presento solo come rappresentante di una regione geografica", precisa. "Il problema è che spesso si incoraggiano i ticinesi a candidarsi, ma poi in genere non si va oltre".

La consigliera nazionale spera che il parlamento prenda coscienza "della necessità di mandare in governo non solo persone competenti, ma anche personalità che rappresentano la diversità delle lingue e delle culture svizzere. Il futuro della Svizzera si costruisce anche su questa multiculturalità".

Parlando degli abusi legati alla libera circolazione delle persone, Marina Carobbio rileva che il Ticino ne ha sofferto per primo, ma il problema ha assunto un carattere nazionale solo quando le difficoltà sono apparse anche in altre regioni. Sottolinea quindi di battersi per rinforzare le misure d'accompagnamento e contro i falsi indipendenti.

La ticinese afferma poi di sostenere il referendum contro la legge sulle reti di cure integrate (managed care). Ritiene che la soluzione approvata in settembre dal parlamento "sollevi troppi problemi" perché implica una maggiore partecipazione finanziaria dei pazienti.

Parlando dell'abolizione dell'esercito iscritta nel programma del PS, Marina Carobbio rileva che "la sezione ticinese aveva sottoposto una proposta in questo senso in occasione dell'ultimo congresso del PS. Io l'avevo sostenuta pur essendo consapevole che si tratta di una visione a lungo termine. Ciò non mi impedirebbe di rispettare la regola del gioco in caso di elezione in governo".

Invece Carobbio è contraria all'abbassamento del tasso di conversione del secondo pilastro. "I problemi delle casse pensioni sono anche dovuti a investimenti rischiosi", afferma. Infine, respinge l'elezione popolare del Consiglio federale come chiesto dall'UDC con un'iniziativa perché condurrebbe ad una maggiore polarizzazione. Inoltre il testo "non prevede un posto per la Svizzera italiana".

ATS

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