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Rappaz, ospedale ricorre contro l'alimentazione forzata

Keystone Salvatore di Nolfi
Rappaz, ospedale ricorre contro l'alimentazione forzata
GINEVRA - L'ospedale cantonale di Ginevra (HUG) ha inoltrato oggi un ricorso presso il Tribunale federale (TF) contro l'ordine di alimentare con la forza Bernard Rappaz, impartito al nosocomio dalle autorità politiche e giudiziarie valles...

GINEVRA - L'ospedale cantonale di Ginevra (HUG) ha inoltrato oggi un ricorso presso il Tribunale federale (TF) contro l'ordine di alimentare con la forza Bernard Rappaz, impartito al nosocomio dalle autorità politiche e giudiziarie vallesane.

 

Il ricorso al TF è stato presentato a nome del medico responsabile dell'unità carceraria di HUG, dove Rappaz è ricoverato dal 21 ottobre. Il dottor Hans Wolff - ha precisato nel corso di una conferenza stampa il direttore dell'ospedale Bernard Gruson - gode dell'appoggio "totale" dell'ospedale.

Il rifiuto di procedere all'alimentazione forzata di Rappaz - ha rammentato il direttore - "è basato sul rispetto della legislazione cantonale, federale e internazionale e sull'obbligo assoluto impartito al personale sanitario di rispettare le decisioni di un paziente capace di discernimento", indipendentemente dalla sua condizione di detenuto.

Il dottor Wolff, dal canto suo, ha descritto le modalità di un'alimentazione forzata, precisando che essa è "medicalmente inapplicabile" a causa della violenza necessaria alla sua attuazione. Il medico non ha voluto fornire indicazioni sulle condizioni attuali di salute di Rappaz.

Avvocato del medico, Michel Halperin ha sottolineato che il ricorso di HUG non dev'essere inteso come un "atto di sfida" nei riguardi delle autorità giudiziaria ma, al contrario, "come la dimostrazione di un rispetto assoluto dei principi fondamentali della legislazione svizzera e dei diritti umani".

L'ordine di nutrire il canapaio con la forza è stato impartito successivamente nelle ultime settimane dal Dipartimento vallesano della sicurezza e dal Tribunale cantonale vallesano, sulla base di una decisione del Tribunale federale dello scorso agosto.

L'avvocato del canapaio, Aba Neeman, ha presentato dal canto suo oggi una nuova domanda d'interruzione della pena al dipartimento diretto dalla socialista Esther Waeber-Kalbermatten.

Ats

Foto Keystone Salvatore di Nolfi

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