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LUGANO

04/09/2009 - 17:34

"Guerra alla Libia"

Il Consigliere Boris Bignasca propone di dichiarare guerra alla Libia e di prepararsi ai sacrifici di un conflitto armato

Articolo di Sara Rossi
Ti-Press/Gabriele Putzu




LUGANO - Pubblichiamo integralmente la proposta di risoluzione cantonale con oggetto "dichiarazione di guerra alla Libia", pervenutaci in redazione alcuni minuti fa, firmata dal granconsigliere Boris Bignasca.

I recenti, reiterati attacchi all’integrità della Confederazione elvetica - e quindi alla sicurezza dei suoi cittadini - da parte del tiranno Muhammar Gheddafi hanno provocato un diffuso senso di costernazione e di allarme in ampie fasce della popolazione.

Le minacce espresse anche da altre persone collegate con il dittatore di Tripoli, segnatamente Motassin Bilal “Hannibal” Gheddafi, sono inaccettabili, così come inaccettabile è il trattamento riservato dalle autorità libiche ad esponenti di primo piano del nostro Governo. In un crescendo di delirante arroganza il figlio del “raìs” ha adombrato persino il lancio della bomba atomica «per cancellare la Svizzera» ed il suo popolo; per parte sua Muhammar Gheddafi ha presentato all’assemblea delle Nazioni unite la pretesa di smembrare la Svizzera. Questi atti sono da considerarsi come una violazione della sovranità elvetica e, pertanto, come una vera e propria dichiarazione di guerra.

Anche alla luce dell’ennesimo episodio di prevaricazione, ossia il prolungarsi dell’ingiusta detenzione di due nostri concittadini, è giunto il tempo di reagire. È giunto il momento delle decisioni irrevocabili, non da noi volute; dobbiamo essere decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di un conflitto armato.

I nostri soldati, del resto, sono già impegnati su fronti stranieri, ad esempio nella regione del Golfo di Aden per combattere i pirati somali; sarebbe dunque ora di liberare gli ostaggi in Libia con un’azione di forza, a tutela effettiva e reale dei nostri diritti, dei nostri interessi e - non da ultimo - del nostro onore.

Chiediamo pertanto che le autorità politiche del Canton Ticino, da sempre baluardo di libertà e di autodeterminazione, si facciano promotrici e garanti davanti all’Assemblea federale di un’iniziativa straordinaria ma ineludibile, secondo procedure consone a questa situazione critica. Sia pertanto dichiarata guerra alla Libia.

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