INTERVISTA: "Abolite i piano-bar !"

Chiacchierando tra il serio e il faceto con Nando de Luca, pianista jazz e arrangiatore di molte famose canzoni italiane
Chiacchierando tra il serio e il faceto con Nando de Luca, pianista jazz e arrangiatore di molte famose canzoni italiane
Parliamo un momento del quartetto con cui suoni stasera (mercoledì scorso, N.d.R.). Che repertorio presentate?
Direi: "musica jazz per pianoforte da Art Tatum a Keith Jarret". E' un programma un po' impegnativo, lo so, ma rende l'idea. Cerchiamo di mantenere ben saldi i piedi nella tradizione jazzistica, reinterpretando vari elementi dalle sue fasi storiche.
Una delle caratteristiche affascinanti del jazz è proprio questa sua longevità di spirito attraverso gli anni, che gli ha permesso di continuare ad esistere e di mantenere una sua fisionomia e uno stile unici. L'apporto di Dana Andrews al quartetto, poi, è essenziale: una parte del nostro spettacolo è costituita da "ballads", i pezzi più suggestivi forse della tradizione jazzistica. Dana è una grande appassionata di Billie Holiday e nel nostro set riprendiamo alcuni dei suoi "cavalli di battaglia". Tra l'altro ti segnalo che abbiamo appena portato in scena un recital tutto dedicato alla cantante americana, in cui si alternano brani della sua autobiografia "La signora canta il blues", letti da Valeria Ciangottini, ad alcuni suo pezzi famosi come "Fine and mellow". Lo spettacolo è già stato presentato a Firenze ed a Roma e a settembre ne uscirà la versione in CD.
Dal punto di vista del "lavoro" di musicista, come trovi la scena jazz in Italia in questo periodo?
Il jazz oggi non è una musica popolare, e di conseguenza non sono molti i locali in cui esibirsi. Ha la reputazione di una forma espressiva colta, intellettuale, mentre è vero esattamente il contrario: il jazz è una musica calda e comunicativa, dalle origini assolutamente popolari. Se pensiamo che era suonata persino nei bordelli... Bisogna dire comunque che le cose sembrano cambiare. Ho l'impressione che ci sia una sorta di ritorno di interesse, in particolare per la musica dai sapori un po' swing, magari reinterpretata con la sensibilità e la tecnica dei musicisti di oggi. A Milano hanno aperto una sala, ad esempio, in cui una volta alla settimana si può "ballare" il jazz, un po' come in certi film americani degli anni '50. Per il resto però gli spazi in città sono piuttosto limitati. I locali in cui si suona dal vivo non offrono più soltanto jazz, ma generi diversi, dal rock al latino. Ne restano alcuni più piccoli, ma normalmente non mi piacciono. Ogni tanto mi chiedono di suonare nei "piano-bar": "piano-bar", la parola stessa è già una contraddizione, qualcosa che non può funzionare, una parola da evitare. In quei posti sei chiamato solo per fare un sottofondo, nessuno ascolta. C'era un termine preciso, una volta, per descrivere quel musicista lì, il "tapeur": non è necessario che suoni, basta che batta sui tasti. No, il "piano-bar" non mi piace, preferisco il "caffè-concerto"; mette perlomeno la musica al centro dell'interesse. Fortunatamente stanno nascendo nuovi spazi in cui suonare jazz, particolarmente in provincia, a Gallarate, a Brescia, e qui a Lugano, dove mi trovo proprio bene. Sai, la cosa essenziale è il rapporto con il pubblico. E' normale che la gente chiacchieri e si muova mentre noi suoniamo, ma ci accorgiamo subito dell'impatto che produce la nostra musica. Dove c'è un'atmosfera raccolta e famigliare, come qui o in altri locali, ci riesce più facile comunicare, sentire la risposta del pubblico e magari anche adattare il nostro repertorio all'ambiente. In altre occasioni ci sentiamo davvero ignorati, e allora suonare non è per niente interessante. Qui invece ci ascoltano e questo ci fa molto piacere.
Per aver un'idea più precisa del "tocco" di de Luca, potete ascoltare qui di seguito un brano del CD "Lady Day Story", in vendita in Italia da settembre 2001 (Top Records), mentre l'immagine ne riproduce la copertina. Il titolo della composizione, firmata dallo stesso musicista è "Lady Day"
Sul disco, oltre a Dana Andrews e Nando de Luca, suonano Roberto Piccolo al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.
a.z.






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