Dramma di Grenchen, alla ricerca di un'auto verde targata AG

GRENCHEN - A dieci giorni dal triplice omicidio di Grenchen (SO), continuano a pieno regime le indagini condotte dalla polizia solettese: cento le persone finora interrogate, tre quelle fermate e poi rilasciate. Le forze dell'ordine sono attualmente impegnate nella ricerca di un'auto verde con targa argoviese notata nella regione il giorno del delitto.
Secondo quanto hanno stabilito gli inquirenti le tre vittime - un uomo di 60 anni, la moglie di 55 e la loro figlia 35enne - sono state uccise venerdì 5 giugno in uno stabile della cittadina solettese. Il padre e la figlia sono stati legati e soffocati nell'appartamento della famiglia al quarto piano. La madre è stata uccisa in un locale al pianterreno con un colpo di arma da fuoco. I corpi sono stati scoperti il giorno dopo.
La sera del delitto, la famiglia ha ricevuto una visita verso le 19:00, ha comunicato oggi la polizia cantonale. Quella stessa sera alle 20:00, la coppia non si è presentata a un incontro nella regione di Berna al quale avrebbe dovuto partecipare.
L'ospite non è necessariamente l'omicida, ha precisato all'ATS il portavoce della polizia Peter Schluep. "Vogliamo solo sapere chi fosse".
Le forze dell'ordine sono anche alla ricerca di un'auto di colore verde, probabilmente una station-wagon con targa argoviese, vista il 5 giugno nella regione di Grenchen dopo le 17:00 e che potrebbe essere collegata al triplice omicidio, secondo la polizia.
Intanto la raccolta di indizi nell'immobile dove è avvenuto il fatto sta per essere ultimata e gli elementi trovati sono all'esame degli specialisti. L'indagine tra le persone frequentate dalle tre vittime continua, anche se con difficoltà a causa dell'ampia cerchia di contatti che aveva la famiglia, sottolineano gli inquirenti.
La donna era in particolare attiva in "circoli di donazioni", un sistema per fare molti soldi in fretta, o più facilmente perdere tutto il denaro investito, basato sulla vecchia ricetta della catena di sant'Antonio. Era pure impegnata in un'organizzazione chiamata "dr Club" ("il club") e nella vendita di prodotti "Bios Life".
Foto d'apertura: Keystone / Lukas Lehmann




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