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Giovani donne e politica: in Ticino un binomio difficile. Intervista a Nadia Pittà.

La parola alla giovane candidata del PS
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Giovani donne e politica: in Ticino un binomio difficile. Intervista a Nadia Pittà.
La parola alla giovane candidata del PS
BELLINZONA -  La decisione di escludere la giovane socialista Nadia Pittà dalla lista per il consiglio nazionale, decisione  in un secondo tempo rettificata dalla direzione del partito, ha avuto le sue ripercussioni. Soprattutto ha me...

BELLINZONA -  La decisione di escludere la giovane socialista Nadia Pittà dalla lista per il consiglio nazionale, decisione  in un secondo tempo rettificata dalla direzione del partito, ha avuto le sue ripercussioni. Soprattutto ha messo in evidenza quelle dinamiche che vedono le giovani  donne ticinesi spesso estromesse dalle posizioni di rilievo nel panorama politico. Abbiamo rivolto alla diretta interessata alcune domande per meglio comprendere cosa è realmente accaduto e per conoscere quali sono state le sue reazioni come giovane candidata donna.

Come ti sei sentita quando hai saputo dell'estromissione?
Ho capito che per l'ennesima volta non si trattava di una lista che doveva rispettare degli equilibri in un contesto generale, quindi il rispetto della presenza delle donne (50%) e dei giovani (25%), bensì un togliere e mettere in funzione di altre logiche.

Delusa da come è stata gestita la situazione?
Per quanto concerne i modi, mi ha deluso la facilità con cui è avvenuto lo scambio di persone; una sostituzione che non ha previsto una discussione aperta tra tutte le parti e il coinvolgendo di tutte le persone interessate.
Inoltre avrei visto meglio la scelta delle tempistiche: a pochi giorni da una votazione importante quale la 5. revisione dell'AI, mi sarei aspettata che fino all'ultimo minuto il PS si sarebbe occupato della campagna contro la revisione dell'AI e che il discorso relativo alla lista l'avrebbe comunque affrontato dopo.
Se fossero state rispettate le rappresentanze, avrei accettato di buon grado l'esclusione e l'avrebbe fatto anche la Gioventù Socialista.

Quando hai saputo di essere stata reintegrata come hai reagito?
Devo dire che il tutto è avvenuto in pochi giorni e, per quanto mi riguarda, non avevo ancora tutte le informazioni per decidere cosa fare. In questi giorni ho quindi preferito riflettere e starmene in disparte; ho visto accadere le cose intorno a me, senza che io facessi nulla. Non ne ho avuto il tempo.
Sono comunque ancora un po' stordita, non sono abituata a tutti questi colpi di scena pubblici. Non mi ci ritrovo e, per il momento, continuo a trattenere il fiato, come se dovesse arrivare "la prossima ondata". Non sono ancora convinta che sia giunto il momento della quiete dopo la tempesta. Stiamo pertanto a vedere, preferisco essere cauta.

Cosa ci guadagna la lista con il tuo nome? Sempre che venga confermato sta sera dal comitato e in un secondo tempo dal congresso....
Preferisco che siano gli altri ad esprimersi in questo senso. Il fatto che qualcuno mi abbia comunque inserita nella rosa dei candidati e delle candidate, significa che qualcosa posso dare anch'io. Quello che intendo rappresentare in questa lista è comunque uno spirito giovane, uno spirito vero, uno spirito aperto, uno spirito femminista & femminile, uno spirito un pochino "svizzero-tedesco" (lo si rimprovera e lo si apprezza), ma soprattutto uno spirito socialista. ...devo proprio continuare?
 
Perché secondo te le donne risultano spesso "snobbate" in politica rispetto agli uomini, soprattutto in Ticino...?
Quello che noto é che le donne, per partecipare per esempio al discorso politico, hanno bisogno ancora oggi di sostegno, specialmente se hanno famiglia. Solo così é possibile che la donna trovi il suo spazio in politica.

Un’ evoluzione è possibile?
Il tempo è indispensabile per il cambiamento. E’ fondamentale perseguire un' evoluzione sociale e culturale attenta alle minoranze, alle diversità e alle molteplici rappresentanze della popolazione.
Oggi, per cambiare le cose le donne hanno poche possibilità. Una di queste, quella più rischiosa e faticosa, è quella di assimilarsi prima ai sistemi creati dagli uomini e poi cambiarli pian piano dall'interno rendendoli più vicini ai nostri schemi. Un lavoraccio e, come avviene spesso, si tratta poi di donne che si immedesimano troppo nella realtà maschile e poi ci rimangono comportandosi da veri uomini.
Un'altra possibilità, quella più immediata, è lo sciopero (ve lo dico da donna sindacalista). La rivendicazione più sicura sarebbe l'introduzione delle quote rosa: una scorciatoia che non convince tutti – ma transitoriamente potrebbe avere una ragion d'essere.Un'altra possibilità, anche questa faticosa ma costruttiva, è quella di pretendere il rispetto. Si tratta di un lavoro quotidiano, un impegno di tutti i giorni, in ogni momento e svolgendo ogni tipo di attività. Dobbiamo essere noi a pretendere il rispetto. Dobbiamo lottare per essere trattate in modo equo, in Ticino come nel resto della Svizzera.

Malgrado la giovane età, Nadia ha carattere da vendere e una grande voglia di crescere. La redazione di Tiodonna la ringrazia della sua disponiblità e le formula i migliori auguri per la sua carriera politica.

Elis
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