Batterista in senso antiorario per il jazz della RSI

Ed è esattamente ciò che Previte (allievo di John Cage, ottimo maestro di anticonformismo) propone al proprio pubblico con la sua formazione, composta da Wayne Horwitz al piano elettrico, Steve Swallow al basso, Matt Maneri alla viola elettrica e Brandon Ross alla chitarra. Contrariamente a quanto è dato di ascoltare nel jazz, la batteria di Previte non è strumento di accompagnamento, ma piuttosto il centro melodico-armonico di tutta l'esecuzione.
I bravissimi musicisti di cui si è circondato, tutte vere star sulla scena jazz americana, sembrano relegati in un ruolo di accompagnatori, senza avere mai la possibiilità di brillare per le loro doti solistiche. La complessa partitura approntata dal loro leader li vede impegnati a costruire un sottofondo musicale ad altissima coloritura elettronica: ognuno degli strumenti sul palco, ad eccezione dello stupendo basso di Swallow, è filtrato da una ricca gamma di aggeggi che ne alterano e stravolgono il suono. Si costituisce in tal modo un tappeto sonoro sognante e misterioso, in cui 'galleggiano' alcuni temi lentissimi, ipnotici. Su tutto spicca comunque la batteria di Previte, una specie di giocattolone computerizzato da cui sgorgano in modo imprevedibile suoni di campanacci, di gong, gridi di gabbiano e persino voci recitanti. La funzione ritmica dello strumento è largamente superata e si trasforma nel centro d'attenzione del concerto, nel perno musicale attorno al quale tutti gli altri strumenti ruotano (in senso antiorario, naturalmente...).
Il concerto si è sviluppato in due tempi di oltre sessanta minuti, in ognuno dei quali la musica è fluita senza soluzione di continuità, attraverso momenti molto caldi, quasi roccheggianti, ed altri più liberi ed informali. Su tutto troneggiava comunque il sorriso smagliante del leader che ha dato l'impressione di essersi assai divertito. E il pubblico, preso forse in contropiede da una simile abbondanza di stimoli, ha risposto con entusiasmo alla sua performance.
AZ




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