Il jazz dell'uomo-computer ieri sera a Lugano

LUGANO - Che dire dopo un'esibizione come quella offerta da Brad Mehldau e dal suo trio domenica sera al Cittadella di Lugano? Si è trattato indubbiamente di un concerto dall'altissimo livello musicale: il giovane pianista statunitense ha fatto mostra di una bravura e di una limpidezza nell'esecuzione davvero magistrali, da lasciare a bocca aperta. La sua precisione nel tocco e nel fraseggio, la sua capacità interpretativa, la ricchezza delle sue improvvisazioni, poi, fanno di lui una vera 'macchina da musica'. A tratti, prese nel vortice di una delle sue raffinate variazioni, le sue mani si muovono con una precisione impressionante, guidate da un istinto musicale lucido e deciso. Tanto da far dubitare che dietro a quell' enorme lavoro di composizione istantanea non ci sia un cervello umano, ma un potente computer...
Accompagnato dai suoi fidi partner ormai da dieci anni, Larry Grenadier al contrabbasso e Jorge Rossy alla batteria, Mehldau ha offerto novanta minuti di raffinatissimo interplay. La lunga esperienza maturata dai tre musicisti permette loro di costruire una musica compatta e solida, in cui ognuno ricopre il proprio ruolo con grande efficaca. Particolarmente in evidenza il lavoro ritmico 'di precisione' di Rossy, che anche lui sorta di batteria elettronica perfettamente interfacciata al pianoforte di Mehldau.
Il programma del concerto è stato costituito da due nuovissime composizioni di Mehldau (come lui stesso ci ha confermato), per poi spaziare su una serie di standards interpretati con maestria e grande ricchezza di ispirazione. Particolarmente strabiliante il lavoro compiuto su una canzonetta come "Get happy", diventata palestra per una infinita serie di variazioni stilistiche e sorta di piccola enciclopedia della musica per pianoforte. Terminata l'esibizione dopo poco più di un'ora, Mehldau ha concesso al pubblico alcuni bis, in cui ha interpretato alcune composizioni già presenti nei suoi album, "Someone to watch over me" e "Countdown".
Grandi applausi e ovazione finale per uno dei migliori 'trio' al mondo e per un pianista come raramente capita di ascoltare.
AZ




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