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CONCERTI: Il feeling contagioso di Steve Reid

Calda e coinvolgente l'esibizione del batterista americano e del suo quartetto al Mamy di Lugano
Foto TicinOnline
CONCERTI: Il feeling contagioso di Steve Reid
Calda e coinvolgente l'esibizione del batterista americano e del suo quartetto al Mamy di Lugano
"This music is you, and you are us (questa musica siete voi e voi siete noi)!" Con queste parole Steve Reid ha ringraziato il pubblico al termine della performance che il suo quartetto ha tenuto sabato sera al Mamy Jazz Club di Lugano. Un ...
"This music is you, and you are us (questa musica siete voi e voi siete noi)!" Con queste parole Steve Reid ha ringraziato il pubblico al termine della performance che il suo quartetto ha tenuto sabato sera al Mamy Jazz Club di Lugano. Un pubblico davvero entusiasta che si lasciato trascinare dalla forza e dalla comunicativa del gruppo, composto, oltre che dal leader alla batteria, da Scott Henderson al sax alto, da Chris Lachotta al contrabbasso e da Boris Nesmetaev al pianoforte.

Dietro alle parole di Reid si cela una concezione del rapporto musicista-pubblico molto interessante e quasi esoterica: "Siamo messaggeri ed abbiamo un "funky message" per voi!". Ebbene, a giudicare dalla rispondenza del pubblico composto in gran parte da non-aficionados, il messaggio funky è sicuramente arrivato a destinazione, dimostrando ancora una volta che, al di là di ogni pregiudizio, il buon jazz sa farsi ascoltare anche dalle orecchie di chi non lo 'pratica' quotidianamente.

Reid e compagni propongono un repertorio di standards, scelti con gusto e semplicità: si va da Coltrane a Monk (bellissima la versione di "Round about midnight"), da "Cantaloupe Island" di Hancock a "Caravan" di Ellington. I brani sono affrontati con grande grinta e nell'interpretazione collettiva la parte del leone spetta naturalmente a Reid: la sua esecuzione, colorita e scarna allo stesso tempo, lo vede esplorare le varie sonorità timbriche del tamburo ed ricercare sofisticate soluzioni poliritmiche, ciò in cui si evidenzia chiaramente l'eredità della sua esperienza musicale africana.

Ma al di là della figura carismatica del "master", tutti i musicisti hanno saputo dare prova del loro valore, a cominciare dal formidabile Henderson, sassofonosta velocissimo e pieno di idee.

Un bel concerto, dunque, che ha messo in mostra, tra l'altro, le ottime doti acustiche e d'ambiente del Mamy; il nuovo pianoforte a coda farà la felicità di molti pianisti e contribuirà a dare un tocco di classe alla qualità musicale delle prossime serate.

AZ

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