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Notizia del 21/12/2008 - 16:53
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TICINO
Aggregazione Monteceneri: da quando 7 è uguale a 5?

di Domenico Bertolino di Camignolo

Articolo Blog 130 Mappa

A questa domanda è ormai abbastanza facile rispondere, da quando il nostro Gran Consiglio in data 2 dicembre 2008, ha deciso e decretato che il Comune di Monteceneri s’ha da fare, anche se non rispecchia chiaramente il progetto sul quale si è espressa la popolazione dei comuni interessati.

Il Parlamento ha quindi, con 55 voti favorevoli, 11 contrari e 11 astenuti, preferito adottare la soluzione auspicata dal rapporto di minoranza.

Adesso non mi sembra il caso di intavolare discussioni sulla democrazia diretta e la libertà del popolo nelle decisioni, perché potremmo disquisire ore, giorni, mesi se non anni, qui si tratta solo di rendere noto a tutti su come vengono affrontati certi temi e discorsi, sul futuro di comuni e delle loro popolazioni, che in un certo senso cambiano o fanno la storia del nostro Paese.

Nel messaggio no. 6057 del GC nella voce: Aggregazione Montecenri a cinque Comuni – Rivera, Bironico, Medeglia, Camignolo e Sigirino, sotto la voce “Forze ed opportunità” gli unici due elementi di spicco sono:

- Risparmio finanziario per il Cantone di 3 mio.

- Scioglimento da parte delle collaborazioni interne al comprensorio (Consorzi)

Peraltro quest’ultima voce viene subito smentita in quanto il futuro Comune di Monteceneri dovrebbe comunque consorziarsi/convenzionarsi con Mezzovico-Vira ed Isone per le collaborazioni interne come rifiuti, acque, casa anziani, etc. (vedi parte successiva.)

Sempre nel messaggio sopraccitato sotto la voce “Debolezze e rischi” vi sono vari elementi che dovrebbero fare riflettere sulla scelta poco felice effettuata:

- Non è chiaramente il progetto sul quale la popolazione si è espressa

- Comprensorio geograficamente incoerente (enclave di Mezzovico-Vira)

- Rimangono collaborazioni interne al comprensorio (Consorzi)

- Situazione finanziaria del nuovo Comune comunque non particolarmente forte

- Evoluzione finanziaria del nuovo Comune senza Mezzovico-Vira incerta

- Incertezza nell’evoluzione finanziaria di Isone (dipendenza decisioni Armasuisse)

- Possibile antagonismo tra il nuovo Comune e Mezzovico-Vira

- Miglioramento della situazione finanziaria di Mezzovico-Vira che renderebbe ancora più difficile un tentativo di riavvicinamento.

Come in tutti i messaggi del GC, chiaramente si trova anche una parte riservata alle opportunità, che nel settore rischi, cita:

- Involuzione socio-economica del comprensorio

- Impensabile ripresa del progetto a medio termine

- “Perdita di immagine” per il cantiere delle aggregazioni. Può farsi strada l’idea che basta un Comune contrario per affossare progetti.

Ed è proprio in funzione di quest’ultima considerazione che mi sento turbato come cittadino, infatti, per non perdere l’immagine o la faccia di pochi coinvolti nel cantiere aggregazioni, si vuole cambiare la storia a tutti i costi, non tenendo assolutamente conto del parere degli elettori e dei cittadini che hanno espresso il proprio favore per un Comune a sette con un progetto ben preciso e non per un Comune a cinque che nasce o nascerebbe (vedremo poi i ricorsi) con tutti i problemi sopra descritti.

Spero solo che tanti cittadini come me si ribellino a questo modo di fare e che anche i Consiglieri Comunali dei vari comuni coinvolti abbiano il coraggio di affrontare la sfida, con ricorsi o chiedendo ai propri Municipi di ricorrere contro questa decisione tutt’altro che democratica.



Luganese

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