A questa domanda è ormai abbastanza facile rispondere, da quando il nostro Gran Consiglio in data 2 dicembre 2008, ha deciso e decretato che il Comune di Monteceneri s’ha da fare, anche se non rispecchia chiaramente il progetto sul quale si è espressa la popolazione dei comuni interessati.
Il Parlamento ha quindi, con 55 voti favorevoli, 11 contrari e 11 astenuti, preferito adottare la soluzione auspicata dal rapporto di minoranza.
Adesso non mi sembra il caso di intavolare discussioni sulla democrazia diretta e la libertà del popolo nelle decisioni, perché potremmo disquisire ore, giorni, mesi se non anni, qui si tratta solo di rendere noto a tutti su come vengono affrontati certi temi e discorsi, sul futuro di comuni e delle loro popolazioni, che in un certo senso cambiano o fanno la storia del nostro Paese.
Nel messaggio no. 6057 del GC nella voce: Aggregazione Montecenri a cinque Comuni – Rivera, Bironico, Medeglia, Camignolo e Sigirino, sotto la voce “Forze ed opportunità” gli unici due elementi di spicco sono:
- Risparmio finanziario per il Cantone di 3 mio.
- Scioglimento da parte delle collaborazioni interne al comprensorio (Consorzi)
Peraltro quest’ultima voce viene subito smentita in quanto il futuro Comune di Monteceneri dovrebbe comunque consorziarsi/convenzionarsi con Mezzovico-Vira ed Isone per le collaborazioni interne come rifiuti, acque, casa anziani, etc. (vedi parte successiva.)
Sempre nel messaggio sopraccitato sotto la voce “Debolezze e rischi” vi sono vari elementi che dovrebbero fare riflettere sulla scelta poco felice effettuata:
- Non è chiaramente il progetto sul quale la popolazione si è espressa
- Comprensorio geograficamente incoerente (enclave di Mezzovico-Vira)
- Rimangono collaborazioni interne al comprensorio (Consorzi)
- Situazione finanziaria del nuovo Comune comunque non particolarmente forte
- Evoluzione finanziaria del nuovo Comune senza Mezzovico-Vira incerta
- Incertezza nell’evoluzione finanziaria di Isone (dipendenza decisioni Armasuisse)
- Possibile antagonismo tra il nuovo Comune e Mezzovico-Vira
- Miglioramento della situazione finanziaria di Mezzovico-Vira che renderebbe ancora più difficile un tentativo di riavvicinamento.
Come in tutti i messaggi del GC, chiaramente si trova anche una parte riservata alle opportunità, che nel settore rischi, cita:
- Involuzione socio-economica del comprensorio
- Impensabile ripresa del progetto a medio termine
- “Perdita di immagine” per il cantiere delle aggregazioni. Può farsi strada l’idea che basta un Comune contrario per affossare progetti.
Ed è proprio in funzione di quest’ultima considerazione che mi sento turbato come cittadino, infatti, per non perdere l’immagine o la faccia di pochi coinvolti nel cantiere aggregazioni, si vuole cambiare la storia a tutti i costi, non tenendo assolutamente conto del parere degli elettori e dei cittadini che hanno espresso il proprio favore per un Comune a sette con un progetto ben preciso e non per un Comune a cinque che nasce o nascerebbe (vedremo poi i ricorsi) con tutti i problemi sopra descritti.
Spero solo che tanti cittadini come me si ribellino a questo modo di fare e che anche i Consiglieri Comunali dei vari comuni coinvolti abbiano il coraggio di affrontare la sfida, con ricorsi o chiedendo ai propri Municipi di ricorrere contro questa decisione tutt’altro che democratica.